homepage
indice prodotti tipici
 
aziende produttrici
 
Carlo Hauner
Giona
 
I Vini Malvasia delle Lipari
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Homepage>Prodotti Tipici>Malvasia delle Lipari

la Malvasia
Il nettare dei vulcani

Classificato come uno dei più aromatici vini della Sicilia, di probabile importazione greca secondo Diodoro Siculo, la sua origine, così come oggi lo conosciamo derivato dalla coltivazione del vitigno Malvasia, è estremamente incerta. Anche se la viticoltura era praticata sulle isole almeno sin dal 500 a.C., in coincidenza con un'epoca caratterizzata da un grande livello di civiltà, l'evoluzione, da un vino semplice ed interamente fermentato, allo "sciroppo di zolfo", definito nel 1890 da Guy de Maupassant come vino dei vulcani, denso, zuccherato, dorato, è stato un processo lento e determinato dalla difficoltà nei trasferimenti delle merci e dall'esigenza isolana orientata alla preparazione di prodotti con più alto valore aggiunto. Nel corso dei secoli successivi, e principalmente in epoca di dominazione romana, è naturale pensare che l'enologia si sia sempre più specializzata nelle isole verso produzioni di vini complessi e opportunamente concentrati, quindi adatti ad essere diluiti con acqua, secondo i gusti alimentari dell'epoca. Le pretese del potente impero romano sempre crescenti, pianificando rigorosamente l’agricoltura, incrementarono la produzione enologica delle isole a livelli elevati ancora oggi difficilmente quantificabili, ma comunque non inferiori ai 10.000 Hl. Le dolorose dominazioni succedute alla caduta dell'impero romano e gli stermini delle popolazioni conseguenti la dominazione musulmana legano a questo periodo, secondo alcune leggende, l'origine del nome Malvasia, anche se il vino con quelle caratteristiche era sicuramente prodotto da secoli. Il contadino della leggenda, Adimaro, che trasporta per affetto e devozione del vino dolce, denso, profumato, scoperto, dall'ispezione del tiranno, con atto di fede ottiene che si trasformi in succo di malva: "Signore, fa che malva sia". È sintomatico come questo prodotto, di cui era pericolosa anche la semplice detenzione, svolgesse secondo l'immaginario popolare la funzione di alimento gratificante e consolatorio, e perciò vietato dal potere dominante.
La produzione agricola, e quella viticola in particolare, si ridusse ulteriormente per tutti i lunghi secoli successivi, parallelamente alla decadenza delle isole, mentre il loro dominio cambiava da un padrone inetto all'altro, e sulle popolazioni inermi si abbattevano lutti e deportazioni. Nonostante ciò, nel 1596 Andrea Bacci descrive il vino "sincero" prodotto sulle isole, paragonandolo al più noto Mamertino.
La seconda metà del settecento vede l'inizio di floridi commerci che culminano con uno sviluppo massiccio della viticoltura, la produzione di rilievo di vini interamente fermentati, l'incremento di produzione dell'uva passa. Il comparto vitivinicolo nella prima metà dell'ottocento è notevole a Salina, che diventa quasi un'isola monocolturale, le esportazioni sono di circa 26.000 q.li all'anno, di cui almeno 3.600 di vino Malvasia e 16.000 di uva passa.
L'euforia produttiva e di esportazione di vini dalle isole ed in particolare da Salina per ironia della sorte viene particolarmente incrementata proprio dalle prime avvisaglie dell'invasione fillosserica, che, comparsa nel 1879 in Francia e poi in Italia e in Sicilia, sembrava dovesse risparmiare le isole, ma facendo lievitare i prezzi dei vini stimola le attività agricole e commerciali, ma, purtroppo, nessuna cautela nei produt­tori per contrastare l'imminente flagello.
Un decennio dopo, la distruzione quasi totale dei vigneti anche nelle isole, e la conseguente emigrazione delle popolazio­ni, faceva cadere nell'oblio anche il vino Malvasia.
Solo nella seconda metà del novecento, sotto la spinta e grazie alla memoria storica della Cantina Sperimentale di Milazzo, la ricostruzione dei vigneti prosegue con tenacia e rigore scientifico voluta dai suoi illustri direttori, T. Paulsen, G. Nicosia, e G. Bambara. Questi ultimi ne descrivono nel 1958 la tecnologia di produzione, e G. Bambara prepara il disciplinare di produ­zione per la Malvasia delle Lipari a DOC, che diventa legge dello Stato il 20 settembre 1973.
 


 

 

 

Eolie.it © Art 2004-2010
 

Il circuito Art I Sapori di Sicilia - Guida Sicilia - Prima del Si - Sito Sicilia - L'oro degli Iblei - Eolie - Vini di Sicilia - Oli di Sicilia