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Denominazione
RNO Isola di Vulcano
Provincia
ME
Comuni
Lipari
Estensione zona A - zona B
1361,85 Ha di cui 1010,61 in zona A e 351,24 in zona B
Riferimenti geografici
I.G.M. - F. 244 III S.E.
Data Istituzione
D.A. 797 del 28/12/00 (Piano Reg.)
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Vulcano:
le virtù del vulcanismo secondario |
La morfologia di quest’isola è complessa e tormentata e traspare
da un’intelligente interpretazione del paesaggio. La prima
“emergenza” vulcanica si percepisce a distanza per le acri
emanazioni sulfuree delle pozze di fango termale. Immediatamente
dopo domina la mole del Gran Cratere (detto anche Fossa di
Vulcano), che in verità non è poi così elevato (391 m s.l.m.),
ma offre allo sguardo del visitatore una visione d’impatto
“forte” anche se sulle prime si ha la sensazione di essere di
fronte ad un vulcano dormiente. Alle sue pendici (siamo sul
versante nord-ovest dell’isola) ecco la bella spiaggia di
finissime sabbie nere che si affaccia su un mare smeraldino e
che orla la baia del Porto di Ponente. Più avanti, puntando
verso nord, si può percorrere lo stretto istmo che congiunge
Vulcano con Vulcanello (123 m s.l.m.), sorto dal mare nel 183
a.C. (eruzione documentata da Plinio il Vecchio), il cui cratere
di nord-ovest è stato parzialmente aggredito dall’erosione
marina. Sulle pendici orientali esso mostra intense attività
fumaroliche che proseguono anche sotto il livello del mare.
Quest’area settentrionale dell’isola è il risultato delle
attività vulcaniche più recenti; la storia antica, invece, si
legge attraverso i rilievi e il pianoro di Vulcano-piano,
nell’area meridionale: la zona è il relitto del vulcano
primordiale, la struttura più antica che originò l’isola in
epoche remote e che, a seguito di uno sprofondamento della parte
sommitale, formò una caldera, in seguito riempita da ceneri,
bombe e lapilli nell’arco di tempo che rientra nel periodo del
pleistocene superiore (tra 100.000 e 90.000 anni fa). Questo
pianoro, alto intorno a 300-400 m s.l.m., è segnato a sud-est da
Monte Aria (499 m s.l.m.: la cima più alta del territorio), a
sud dal rilievo dell’Assummatu e ad ovest da Monte Lentìa (184 m
s.l.m.), una formazione eruttiva di cui restano pochi lembi
datati alla fine del Pleistocene (circa 10.000 anni fa) ricchi
in rare formazioni minerali (rioliti). Dal versante sud
dell’isola lo sguardo spazia sull’orizzonte da Capo Milazzo ai
Peloritani, all’Etna se la giornata è particolarmente limpida.
Il pianoro è coltivato a frutteti, vigneti e pascoli con gruppi
sparsi di lecci e querce, ultime tracce di un’antica copertura
forestale. Sulle pareti del versante meridionale la vegetazione
è caratterizzata dalla presenza del cisto rosso e del cisto
femmina e da una macchia in cui si insediano la ginestra del
Tirreno, l’erica arborea, il corbezzolo e la ginestra delle
Eolie. Vegetano anche lo gnidio e la ginestra comune: tutte
essenze arbustive forti, dalle belle fioriture vivaci. In
contrada Gelso, sul versante meridionale, sopravvivono belle
boscaglie di leccio mentre il litorale è colonizzato dal
perpetuino delle Eolie. Sulla costa occidentale dell’Isola
domina Monte Saraceno (481 m s.l.m.), seconda vetta per altezza.
Dalla cima di questo monte si potrà spaziare sul vallone della
Grotta dei Palizzi dove sono state condotte ricerche
geotermiche, sulle cave di pomice e sul tratto iniziale del Rio
Grande, uno dei rarissimi torrenti delle Eolie. Risalendo sulla
costa occidentale, in un susseguirsi di precipizi e insenature,
si aprono diverse grotte marine tra le quali la suggestiva
Grotta del cavallo, posta nell’insenatura fra Capo Secco e Capo
Testa Grossa. La sua apertura permette l’ingresso solo a barche
di piccole dimensioni: bellissimo il gioco di luci sulle acque
nelle ore pomeridiane, grazie alla particolare posizione del
sole rispetto ad un’apertura della volta. La zona nord-ovest
dell’isola, individuabile nelle aree di Capo Grano e Cala
Formaggio, segna il secondo periodo di attività vulcaniche
culminato nell’emersione dell’edificio del Faraglione. La terza
fase di attività vulcanica è la più recente ed è caratterizzata
dalla crescita dell’edificio della Fossa all’interno della
caldera primordiale del vulcano più antico. Una menzione
particolare va fatta all’intera area nord-est: è qui che le
attività di vulcanismo secondario (fumarole, mofete e acque
termali) sono evidenti. Qui si trovano i Faraglioni di Levante
in cui sono state scavate innumerevoli grotte per l’estrazione
di zolfo e, nei tempi passati, di Allume, di Acido Borico e
Cloruro Ammonico. Nei pressi gorgoglia un laghetto di fanghi
sulfurei, da cui escono soffioni bollenti costituiti da una
miscela radioattiva di argilla con elevato contenuto di zolfo
micronizzato, sterilizzata dalle alte temperature connesse alle
sorgenti sotterranee di acqua e gas, apparentemente in
comunicazione con il Gran Cratere. Il contenuto in zolfo, la
temperatura e l’acidità dei fanghi stessi conferiscono a queste
terme all’aperto grandi proprietà terapeutiche; sorgenti termali
sgorgano dappertutto, anche in mare aperto: tutta quest’area ne
è interessata. Nel piano di salvaguardia della riserva, si pone
l’accento sui particolari microrganismi (batteri, alghe azzurre
e diatomee) che vivono negli ambienti termali (fanghi e acque
calde), formando i cosiddetti “feltri” biologici e contribuendo
in modo significativo alla fissazione dei gas vulcanici in sali,
attraverso il ciclo dell’azoto e dello zolfo. Il regime di
protezione servirà anche alla conservazione della fauna che
annovera numerosi endemismi.
Il Gran Cratere: domina sul Porto di Levante; attività
fumarolica; ascensione al cratere sommitale.
Baia di Levante e Grotta dell’Allume: ai piedi del gran cratere
sulla costa nord est. Fenomeni di termalismo: fanghi fumarole
sorgenti calde, tracce delle antiche attività estrattive di
allume e zolfo.
Porto di Ponente: suggestiva spiaggia a sabbie nere, a sinistra
dell’istmo di Vulcanello.
Vulcanello: collegato all’isola da un istmo che separa la baia
di levante dal porto di ponente.
Capo Grillo: spettacolare panorama su tutto l’arcipelago.
Grotta del Cavallo: sulla costa di ponente da punta di Capo
Secco a Capo di Testa Grossa, raggiungibile in barca.
Nell’arcipelago delle Eolie è la penultima in ordine di tempo
emersa dal mare. Di Vulcano hanno parlato molti uomini illustri,
lo stesso Aristotele, impressionato dalle caratteristiche
geologiche di questi luoghi. Di questa terra, che si presta ai
racconti fantastici, gli antichi narravano che nelle sue viscere
fosse impiantata la fucina del dio Efesto, dove lavoravano i
Ciclopi per realizzare le armi per gli dei dell’Olimpo. Infatti
il nome Vulcano è l’accezione latina di questa divinità.
Tra tutte le isole dell’arcipelago è quella più a sud, primo
punto di approdo per le imbarcazioni in arrivo da Milazzo.
Appena giunto, il visitatore viene investito dall’acre odore di
zolfo emanato dai laghetti di fango e dalle fumarole poco
distanti dalla zona di attracco: il primo impatto è molto forte
e restituisce immediatamente la dimensione fisica dell’“essere”
su un territorio vulcanico attivo. Alle spalle del Porto di
Levante, si trova una “pozza” circondata da collinette dalle
quali fuoriescono soffioni caldi utilizzati per insufflazioni
salutari. In due punti dell’isola affiorano acque ipertermali
che, a contatto con i gas emessi da sorgenti sotterranee,
formano fanghi efficaci soprattutto per la cura delle malattie
artroreumatiche.
Vulcano è molto godibile: per i bagni di mare, grazie alle belle
spiagge in sabbia nera finissima; per le escursioni al Gran
Cratere; per le gite in barca, per il particolarissimo paesaggio
(punto panoramico da non dimenticare, Capo Grillo, che spazia su
una visione mozzafiato che va dal Porto e dalla Baia di Ponente
a Vulcanello e poi, oltre, su tutte le Eolie e la costa nord
della Sicilia) ed anche per le acque sulfuree.
Insieme ad un turismo di tipo stanziale, per la sua vicinanza a
Lipari e a Milazzo, Vulcano è spesso meta di escursioni
giornaliere. Il suo abitato non ha nulla di tradizionale o
particolare, ma è preparato a ricevere un flusso massiccio di
visitatori in cerca di una vacanza vivace e spensierata:
dominano gli alberghi, i residence, i ristoranti, i negozietti
per lo shopping e gli ambulatori di specialisti per le cure
termali
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