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il cui volume
complessivo è 25 volte più grande di quello della parte
emersa.
Come si è formata l'isola di Stromboli? Malgrado la sua
forma apparentemente semplice l'isola nasconde la
sovrapposizione di più vulcani che possono essere tuttora
riconosciuti osservando i resti delle loro forme e dei
loro svariatissimi prodotti, sia lavici sia esplosivi.
- 200.000 anni fa vi era un antichissimo vulcano emergente
a Nord-Est dell'isola attuale; la sua sommità fu quasi
completamente erosa e ne resta solo il "camino" centrale
rappresentato dal faraglione di Strombolicchio;
- 100.000 anni fa, in corrispondenza dell'attuale
Stromboli, cominciò ad emergere un nuovo vulcano che gli
studiosi chiamano Paleostromboli I°, che raggiunse
un'altezza di circa 400 m; gran parte di questo vulcano
sprofondò in seguito, con grandi esplosioni, lasciando al
suo posto una "caldera" di forma ellittica.
Questa grande depressione venne presto riempita dalla
crescita di un nuovo vulcano che raggiunse l'altezza di
circa 700 m, cui si dà il nome di Paleostromboli II°.
La vita di questo vulcano si concluse circa 35.000 anni fa
con lo sprofondamento di una nuova caldera di forma
pressoché circolare.
- circa 34.000 anni fa un nuovo vulcano, detto Vancori,
nacque all'interno della caldera precedentemente
formatasi, raggiungendo un'altezza di circa 350 m.
Successivamente il vulcano Vancori subì un gigantesco
franamento dell'intera partte sommitale e del fianco
occidentale. A testimoniare questo collasso rimane un
grande anfiteatro che tuttora circonda quasi tutta
l'attuale sommità dello Stromboli, ivi compreso il cratere
attivo.
- All'interno della depressione semicircolare lasciata dal
vulcano Vancori nacque, circa 13.000 anni fa, un vulcano
detto Neostromboli che mano a mano riempì parte della
depressione con grandi flussi di lava che ricoprirono
tutto il fianco nord-occidentale dell'isola, arrivando
fino al mare. Durante l'attività del Neostromboli si
aprirono diverse bocche eccentriche, cioé lontane dal
cratere centrale, tra cui ricordiamo quelle del Timpone
del Fuoco presso Ginostra, del Semaforo Labronzo nonché
quelle situate a monte del Semaforo S. Vincenzo le cui
colate dilagarono fino al mare, ricoprendo gran parte del
territorio attualmente occupato dall'abitato di Stromboli.
Anche il vulcano Neostromboli venne squarciato da una
grande frana che ricalcò più o meno quella precedente del
vulcano Vancori. Nell'anfiteatro della frana del
Neostromboli, circa 5.000 anni fa, si formò il cono
sommitale attuale di Stromboli, che vide la luce con una
violenta e prolungata attività esplosiva, i cui resti sono
tuttora visibili nel Pizzo Sopra la Fossa. Dopo di che
anche questo nuovo vulcano franò formando la Sciara del
Fuoco, una sorta di ampio canalone che si prolunga al di
sotto del livello del mare fino ad una profondità di circa
2.000 m.
- Con lo sprofondamento della Sciara prese avvio quell'attività
continua, moderatamente esplosiva e con saltuarie
emissioni laviche, chiamata appunto "attività stromboliana",
denominazione applicata in tutto il mondo a manifestazioni
vulcaniche simili ad essa, sia presenti sia passate. Gran
parte dei prodotti esplosivi e delle lave dell'attività
attuale di Stromboli vengono canalizzate verso il mare
all'interno della Sciara del Fuoco.
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