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Stromboli:
la terra del fuoco...



Stromboli è un vulcano giovane, nato circa 40.000 anni fa che presenta un unico cono vulcanico con tre bocche terminali perennemente in attività. Il cratere principale si apre sotto la sommità del versante ovest, poco più in basso della cima più alta, al suo interno il magma ribolle in continuazione. L’attività eruttiva è di due tipi: emissioni di ceneri e vapori ed esplosioni intermittenti ed intense che portano ad eliminare con violenza ceneri, pietre infuocate e brandelli di lava ribollente. Sul fianco di nord-ovest dell’edificio vulcanico la sciara del fuoco, stretta tra due creste che la arginano dalla bocca eruttiva sino al mare (Filo del Fuoco la settentrionale e Filo di Barona la meridionale), incanala la cascata di pietre infuocate e di magma viscoso che precipitano in mare.
Stromboli viene preso a modello dai vulcanologi che hanno coniato il termine stromboliano per indicare un fenomeno eruttivo caratterizzato da esplosioni violente con liberazione improvvisa di gas che trascinano frammenti e brandelli di lava scagliandoli in alto come fontane infuocate, producendo scorie (ceneri, lapilli e bombe vulcaniche). Gli isolani chiamano scatti queste fasi di attività parossistica… probabilmente dal siciliano “scattiari”, esplodere. La bocca craterica principale non è la più elevata: si trova a 700 m di quota, mentre la cima più alta arriva a 926 m s.l.m.. Stromboli affonda le sue pendici nel mare sino a circa 2.000 m di profondità: se sommati alla porzione aerea, ci rendiamo conto di essere davanti ad un vulcano di imponenza paragonabile a quella dell’Etna.
L’isola presenta caratteristiche molto interessanti: la costa nord-ovest si presenta con la nera spiaggia di Ficogrande, andando in senso orario (scendendo verso Sud) canaloni di sabbia si alternano a costoni rocciosi, poi la fisionomia del cono diventa più regolare sino a Punta Lazzaro, da qui, verso il villaggio di Ginostra si incontra lo Scalo Pertuso e, superata Punta delle Chiappe (così detta per la forma arrotondata degli scogli), si arriva al Filo di Barona, confine meridionale della ripida sciara del fuoco, superata la quale il paesaggio vulcanico sino a Ficogrande mostra coste alte e frastagliate.I punti per ammirare il paesaggio mozzafiato sono la Sciara del Fuoco,sul versante nord-ovest dell’isola, da dove si vede l’emissione di scorie incandescenti dal vulcano,Punta Labronzo,a nord del porto di Scari,punto panoramico per osservare la sciara del fuoco.I crateri sommitali sono raggiungibili con un’escursione molto impegnativa, a partire dal porto di Scari.
Ficogrande è una striscia di spiaggia a sabbie nere antistante l’abitato di Stromboli.
Scalo Pertuso si trova nei pressi di Ginostra, piccolo attracco.
Ginostra è il piccolo villaggio sull’area est dell’isola raggiungibile solo in barca.

Strombolicchio il progenitore, Stromboli l’ultimo rampollo di una famiglia “turbolenta”. Potremmo così giocosamente sintetizzare la carta anagrafica dei due vulcani. Il primo è il relitto del condotto craterico del più antico vulcano delle Eolie: pinnacoli e muraglioni di lava, solidificatisi all’interno del canale eruttivo, sono emersi dopo una lunga azione di erosione dell’edificio vulcanico. Uno scoglio imponente di selvaggia bellezza, distante un chilometro e mezzo dalla costa nord-est dell’isola, dai fondali marini ricchissimi di coralli e attinie, come il pomodoro di mare. A questo scoglio, la fantasia popolare ha attribuito varie forme: castello, nave e fortezza. Stromboli, invece, è il vulcano attivo più vivace dell’Europa meridionale, più del vicino Etna con cui non condivide né le origini né la tipologia di attività vulcanica.
Quest’isola è ammantata da un alone di fascino derivato dall’attività costante del suo unico cono dal quale fuoriescono lapilli, lava e materiale eruttivo che vengono incanalati nella sciara del fuoco, sul versante nord-ovest: rombi, scintille, fumate e tremolii sono individuabili anche dai territori circostanti. Di notte lo spettacolo è terribile e affascinante e lo si può godere dall’osservatorio di Punta Labronzo, che si raggiunge facilmente con una breve passeggiata dal porto di Scari andando in direzione nord, oppure, a distanza di sicurezza, in barca dal mare prospiciente. Le acque limpidissime di questi luoghi sono un vero paradiso per gli amanti delle esplorazioni subacquee che rimangono incantati dinanzi agli spettacolari fondali. L’attività dell’isola è incentrata sulla fruizione turistica, infatti l’accoglienza al visitatore, fra alberghi e affittacamere, è ben organizzata: quasi tutti i turisti che passano dalle Eolie fanno una puntata a Stromboli o per l’escursione ai crateri sommitali o per il giro dell’isola, in barca. L’ascensione al cratere non va affrontata a cuor leggero: si tratta non solo di un percorso impegnativo che dura circa tre ore, ma anche di una salita pericolosa per le insidie che nasconde. Non conviene affrontare la scalata senza una guida autorizzata e nemmeno uscire mai dal sentiero tracciato: siamo davanti ad un vulcano attivo dalle reazioni imprevedibili, da affrontare con cautela e con l’attrezzatura adeguata. Ma se i patti col vulcano vengono rispettati, allora la visione dall’alto diventa magnifica ed emozionante e compensa la fatica e le preoccupazioni spese

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fonte: © Regione Sicilia Azienda regionale foreste demaniali

 

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