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Per quanto riguarda la fauna, si trovano piccoli mammiferi come il ratto, il topolino e il coniglio selvatico. Più ricca è l’avifauna caratterizzata dagli uccelli che normalmente attraversano l’arcipelago, tra cui la berta maggiore e il falco della regina, ma anche da piccoli volatili di macchia mediterranea come l’occhiocotto, da predatori marini come il gabbiano reale e poi da gheppi, abili cacciatori negli spazi aperti e cespugliosi. Ai predatori di piccoli rettili non potrà sfuggire la sottospecie endemica della lucertola eoliana, Podarcis raffonei raffonei. E poi passeriformi come la calandrella, la passera sarda, il culbianco e la monachella che si nutrono fondamentalmente di insetti e semi e che in estate rappresentano prede ambite per i falchi della regina, normalmente insettivori, che però nel periodo riproduttivo vanno a caccia di piccoli uccelli.
I fondali marini sono ricchissimi e variegati ed offrono uno spettacolo appassionante per chi ama le esplorazioni e la fotografia subacquea.


Il pomodoro di mare


Letteralmente “antozoo” vuol dire fiore e animale assieme: ed in effetti gli antozoi sono animali (polipi) solitari che possiedono una corolla di tentacoli, leggiadri, che li fa somigliare ad un fiore. Anche l’Actinia equina li possiede, ma sono piccoli e retrattili, disposti in file concentriche, urticanti quanto basta per catturare piccole prede come pesciolini, larve o gamberetti e per tenere a distanza i propri simili: bisogna pur difendere la propria zona di caccia!
Non è un animale immobile; infatti arriva a spostarsi sulla superficie dei costoni rocciosi percorrendo anche 15 metri in una giornata. Normalmente vive sulle scogliere, nella fascia detta “intertidale” (ma può arrivare sino ad una decina di metri di profondità) che è quella sottoposta al variare delle maree: quando si trova completamente immersa allora estroflette i suoi tentacolini con l’intento di catturare le piccole prede di cui si nutre, ma se il livello dell’acqua si abbassa o se il mare è tempestoso, allora si chiude assumendo una forma globosa e trattenendo l’acqua al suo interno, offrendo la minore superficie possibile alla furia delle onde, in questo caso assume quel buffo aspetto caratteristico che le è valso il nome di pomodoro di mare: di consistenza gelatinosa e di colore variabile tra il rosso acceso e il bruno, inconfondibile, col diametro compreso tra 4 e 8 cm. I tentacoli ap-paiono più chiari rispetto al resto del corpo. Può riprodursi sia asessualmente, per scissione, sia sessualmente. In questo caso le uova, maturate du-rante tutto l’anno, una volta fecondate, originano larve che vengono aspirate dall’attinia all’interno della sua cavità gastrovascolare: qui completano la prima fase dello sviluppo e vengono emesse all’esterno allo stadio di planula, forma immatura del polipo, mobile quanto basta per allontanarsi ed insediarsi su una superficie sicura dove arrivare a maturità. Pur essendo conosciuta, non la si trova dappertutto. Ben diffusa nel Mediterraneo, s’insedia solo se la qualità delle acque è elevata, cioè in assenza di inquinamento ed in presenza di limpidezza e buona ossigenazione: a Strombolicchio trova le condizioni ideali.
 



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fonte: © Regione Sicilia Azienda regionale foreste demaniali

 

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