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L'eruzione più recente si verificò nella parte occidentale
dell'isola, circa 13.000 anni fa, e formò il cratere a forma
semicircolare di Pollara; tale attività, preminentemente
esplosiva, ha prodotto grandi depositi pomicei.
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© A Brundu |
In varie
località dell'isola si riscontrano tracce di attività endogena.
Sul monte Rivi (m 854 s.l.m.) si osserva un antico edificio
vulcanico, oggi in gran parte smantellato, costituito da lave di
natura andesitica e basaltica.Sulla Fossa delle Felci (m 962 s.l.m., la cima più elevata dell'arcipelago eoliano),
dalla tipica forma conica, si apre una cavità craterica,
meno . |
antica della precedente Gli avanzi di questi due crateri si trovano
nel settore orientale dell'isola; in quello occidentale si
riscontrano ben tre apparati vulcanici: quello di Pizzo del
Corvo, quello del monte dei Porri, e, infine, il cratere di Pollara, nel quale si osservano le caratteristiche pomici
bianche. Dell'attività endogena rimangono in atto, quali modesti
residui, alcuni fenomeni postvulcanici ed esattamente gli "sconcassi"
e una sorgente termale, che sgorga in località Pertuso. Gli
sconcassi si verificano in prossimità di Rinella e consistono in
una copiosa emanazione submarina di gas (idrogeno solforato) e
di vapori. L'esalazione, quando si accentua, determina lo
sconvolgimento del fondo del mare.
Le alte pendici dell'isola sono ammantate di felci, di pioppi,
di castagni e della tipica macchia mediterranea costituita, in
prevalenza, da ginestre, da mirti e da corbezzoli. Le medie e le
basse pendici sono, sovente, terrazzate e cosparse di cespugli
di capperi, di fichi d'India e di colture varie quali: frutteti,
oliveti e vigneti. Tra i prodotti merita particolare menzione il
vino rosso notevole per il suo aroma e per la sua alta
gradazione alcolica e, soprattutto, il Malvasia, rinomato vino
bianco di cui Salina è l'unica produttrice dell'arcipelago. Il
Malvasia ha colore giallo dorato, intenso aroma con sapore
delicatamente dolce.
Notevole è la produzione dei capperi che vengono in massima
parte esportati. Purtroppo varie zone coltivabili sono oggi
abbandonate per carenza di manodopera determinata dalla cospicua
emigrazione transoceanica (fenomeno, d'altra parte, comune alle
altre consorelle eoliane) direttasi, per lo più, verso
l'Australia.
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Il viaggio di circumnavigazione dell'isola offre colpi d'occhio
indimenticabili per le sue coste alte, solenni, per i suoi
caratteristici terrazzi di emersione, per le ridenti spiaggette
e per i centri abitati, dalle tipiche casette bianche,
adagiati lungo il mare o a mezza costa. |
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L'architettura tipica delle case
dell'isola, ancora, non ha subito modificazioni notevoli. Il
tipo prevalente delle abitazioni è dato da fabbricati a
pianterreno con tetto a terrazzo, con pergolato sorretto da
colonne. Soltanto nei centri abitati si notano case con il primo
piano. Salina costituisce, durante la stagione estiva, centro di
escursioni verso le altre isole dell'arcipelago. Nel suo insieme
l'isola è molto pittoresca e riesce agevole ammirare le sue
bellezze panoramiche per l'efficiente rete di strade, che
mettono in comunicazione le varie località. Di particolare
interesse sono le rotabili costiere che collegano Santa Marina
Salina, il maggiore centro dell'isola con Lingua, a Sud, e
Malfa, a Nord-Ovest. Non meno interessante, sotto il profilo
panoramico, è la rotabile che attraversa il Vallonazzo (sella a
285 m s.l.m.), ricca di vigneti, e la valle dei Giovi.

© A Brundu |
Tale
strada collega l'approdo di Rinella con Leni e, successivamente,
con Malfa. Lungo la rotabile sorge, in posizione dominante, il
noto santuario della Madonna del Terzito, che risale al lontano
1630 e che, da allora, costituisce meta di frequenti
pellegrinaggi. Il mare circostante l'isola è ricco di fauna
ittica. |
La pesca di sauri, acciughe, sardine, pesantoni,
occhiate e ope è abbondante. La pesca del pesce spada viene
praticata con ottimi risultati.
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