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La storia, il paesaggio e
l'uomo
Quest’isola, l’antica Euònymos
(“che sta a sinistra” o l’infausta) dei Greci, deriva il suo
nome da Panaria, come la citava il geografo Ravennate; la sua
etimologia non è certa, varie le ipotesi: la maledetta; tutta
fori; spugnosa; senza ruscelli. Insieme agli isolotti ed agli
scogli che le fanno corona, forma un minuscolo arcipelago. Le
acque che la circondano diventano in taluni punti molto
pericolose; infatti al largo della costa sono stati avvistati e
recuperati parecchi relitti di antiche imbarcazioni. Su Panarea
esistono tracce di abitazioni risalenti al Neolitico superiore e
luoghi di culto in varie aree dell’isola.
Il sito più interessante è quello del Capo Milazzese, dove sono
stati trovati i più antichi reperti di questo arcipelago. Si
tratta di un villaggio della media età del Bronzo che dà il nome
alla cultura eoliana di quel tempo, composto di 23 capanne
ovali, solo una rettangolare, tutte stipate sul pianoro del
promontorio.
Alcune abitazioni conservavano resti di pavimentazione ed arredi
costituiti da mortai, macine, tavoli e lastre utilizzate come
sedili. I materiali rinvenuti durante gli scavi sono esposti al
Museo di Lipari e i relitti delle navi nella sezione di
archeologia marina della stessa Galleria. Gli abitanti di
Panarea sono distribuiti in tre piccoli siti, dove in estate
ospitano una scelta popolazione turistica che gode di questi
incantevoli luoghi.
Per gentile concessione
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