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La vegetazione attuale è completamente diversa da quella
fittissima e rigogliosa che aveva colonizzato e ricoperto le
fertili lave emesse dai vulcani. La necessità dell'uomo di
coltivare il suolo, di utilizzare il legname e i frequenti
incendi, hanno determinato l'odierno paesaggio dell'isola. Fino
agli anni '50 buona parte del suolo è stata intensamente
coltivata mentre oggi solo nelle contrade di Piano Conte e di
Quattropani continua una certa produzione agricola che, da
qualche anno, è stata sensibilmente incrementata per la
crescente richiesta turistica di prodotti tipici isolani. Le
zone settentrionali appaiono, rispetto al resto dell'isola, più
selvagge, ricoperte di macchia mediterranea a lentisco,
ginestre, erica, euforbie, cisto.
La fauna si riduce a oche specie l'uccelli come il gabbiano
reale, la poiana, l'occhiocotto, la civetta, la sterpazzola, il
gheppio, la magnanina, il corvo imperiale, l'assiolo.
Altrettanto interessanti per gli appassionati di avifauna sono
gli uccelli di passo: durante le migrazioni si vedono volare
infatti aironi e garzette, diverse specie di anatidi e rapaci,
la tortora, la beccaccia. A Lipari, come nelle altre isole
dell'arcipelago, il solo coniglio e alcuni roditori la fanno da
padroni tra i mammiferi. I fondali, benché non più ricchi di
pesce come un tempo, sono comunque pescosi e meta di
interessanti escursioni subacquee.
Il fascino della Lipari sul mare è ancora più intenso per quanti
sanno dedicarsi alle immersioni subacquee. Lipari è attrezzata
per ogni tipo di attività, compresa naturalmente l'istruzione
necessaria per le immersioni. Particolarmente consigliabili sono
i fondali di pomice di Punta Castagna o ancora la Secca del
Bagno: i suoi faraglioni, sommersi alla profondità di 30 metri e
come tali non alla portata di tutti, si collocano in un contesto
ricco di gorgonie e di varie specie ittiche in un mare sempre
cristallino e invidiabile. |