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fino al 1987 nell'ambito
della Soprintendenza di
Siracusa, successivamente di quella di Messina, si è andato
costituendo e progressivamente sviluppando, trovando la sua
sede adeguata nei locali lasciati liberi dal campo di
concentramento, al centro della più importante zona
archeologica delle isole Eolie. La struttura ha dovuto
adattarsi agli edifici già esistenti e si è resa pertanto
necessaria la suddivisione in più padiglioni, mentre in
altri locali sono stati sistemati i laboratori, i depositi
ed i servizi. Da un primo piccolo nucleo costituito già
negli anni 50 per accogliere i risultati delle ricerche
iniziali, il Museo ha visto fino ai giorni nostri un grande
ampliamento in seguito al rapido incremento delle sue
collezioni ed al continuo afflusso di sempre nuovi ed
importanti reperti frutto sia degli scavi sistematici
condotti a Lipari e nelle isole minori, sia di scoperte
occasionali.
II Museo di Lipari è attualmente suddiviso in cinque sezioni
che illustrano la millenaria storia dell'arcipelago. Alcune
di esse si trovano all'interno di edifici di antica
costruzione, come il seicentesco palazzo vescovile,
adiacente alla Cattedrale di S. Bartolomeo, che ospita il
Padiglione di Archeologia Preistorica, e le vicine case
Acunto, sede della Sezione di Preistoria delle isole minori,
del Padiglione di Vulcanologia, della biblioteca e dei
laboratori. La Sezione di Archeologia Classica, a Nord della
Cattedrale, si trova invece all'interno di uno dei palazzi
di età fascista costruiti intorno al 1920; allo stesso
periodo appartiene il piccolo edificio destinato alla
Sezione Epigrafica, all'interno del parco, alle spalle della
Sezione Preistorica.
Gli ampliamenti più significativi sono stati realizzati
negli anni 80 e 90 nel Padiglione di Archeologia Classica
dove sono state allestite nuove sale dedicate
all'Archeologia sottomarina, alla collezione delle maschere
e statuette teatrali, alla Lipari di età romana.
La visita al Museo Archeologico di Lipari rappresenta una
tappa fondamentale ed emozionante per chi vuole conoscere l'
origine degli insediamenti e la storia delle isole Eolie.
II percorso à agevolato e ben guidato dalla presenza in ogni
sala di apposite didascalie, in italiano ed in inglese:
didascalie rosse con le informazioni principali, didascalie
nere per una visita più approfondita.
Attualmente è articolato in cinque padiglioni, allestiti
all'interno degli edifici medievali e moderni preesistenti
sul Castello:
- la Sezione preistorica espone i reperti provenienti dagli
scavi degli insediamenti preistorici del Castello di Lipari
e di altre località dell'isola, dalla cultura più antica di
Castellaro Vecchio (intorno al 4000 a.C.) fino alla
distruzione del villaggio della cultura dell'Ausonio Il
(fine X- inizi IX secolo a.C.) (sale I-IX). L'ultima sala
(sala X) è dedicata alla fondazione della Lipàra greca nel
VI secolo a.C. e raccoglie i reperti provenienti
dall'acropoli sul Castello, in particolare gli oggetti
rinvenuti all'interno del bothros di Eolo, e dall'abitato
che si estendeva alle pendici della rocca e nella contrada
Diana.
- il Padiglione epigrafico, al quale si accede dalla sala X
della Sezione Preistorica, conserva oltre trecento cippi o
stelai funerarie, che recavano scritto il nome del defunto o
dediche di vario genere, provenienti dallo scavo della
necropoli greca e romana di contrada Diana.
- la Sezione delle isole minori è dedicata agli insediamenti
preistorici delle isole minori dell'arcipelago delle
Eolie(sale XI-XV).
- la Sezione di Archeologia Classica è articolata su tre
piani. A destra dell'ingresso, nella sala XIX, è la
ricostruzione della necropoli dell'Ausonio II (inizi del XII
secolo a.C.) ritrovata a Lipari nell'ex piazza Monfalcone.
Nella sala XX sono esposti i tipi più caratteristici di
sarcofagi in terracotta e in pietra lavica, di grandi vasi
utilizzati come contenitori del corredo funerario o, più di
rado, delle ceneri del defunto, e delle stelai tombali
provenienti dalla necropoli che si estendeva in età greca
nella vasta area pianeggiante della contrada Diana, tra il
Vallone Ponte (a Sud) ed il Vallone S. Lucia (a Nord), al di
fuori del centro abitato. Gli scavi archeologici nella
necropoli hanno portato alla luce, fino ad oggi, quasi 3000
tombe, dotate nella maggior parte di ricchi corredi funerari
(vasi di forme diverse, oggetti personali, statuette,
maschere, gioielli) posti prevalentemente all'esterno della
sepoltura, nell'angolo Sud-Ovest, all'interno di grandi
vasi. I corredi funerari sono esposti ai piani superiori:
dalla sala XXI alla sala XXV i corredi di età greca (dalla
colonizzazione nel 580 a.C. fino alla conquista dei Romani
nel 252/51 a.C.), nella sala XXVI i corredi di età romana.
In quest'ultima sala sono raccolte inoltre le ceramiche di
età medievale e rinascimentale.
Tornando al piano terreno, la sala XXVII ospita i reperti
rinvenuti sui fondali delle isole Eolie; si tratta di anfore
per il trasporto di alimenti (olio, vino, grano), di vasi,
di ancore, trasportati dalle navi che, in transito nei mari
eoliani, sono affondate sulle secche o contro gli scogli a
causa di improvvise tempeste.
I fondali marini delle isole Eolie costituiscono un vero e
proprio cimitero sommerso di navi. Il materiale archeologico
fino ad ora recuperato, frutto sia degli scavi condotti a
partire dagli anni '60, sia di recuperi occasionali,
proviene da circa venti relitti di navi.
Queste, sorprese durante la navigazione da venti improvvisi,
soprattutto di Scirocco e di Grecale, avranno fatto
naufragio contro le scogliere o sulle secche in punti delle
isole particolarmente pericolosi, come la secca di
Capistello e quella del Bagno a Lipari, la secca di Capo
Graziano a Filicudi, gli scogli appena affioranti delle
Formiche a Panarea. Altri reperti provengono, inoltre, dalle
aree di discariche portuali, ovvero da punti di approdo, in
gran parte non più visibili, come la baia di Pignataro di
Fuori a Lipari di fronte al Monte Rosa, dove le navi in
sosta usavano scaricare anfore o vasi fratturati. Gli agenti
atmosferici e l’azione erosiva del mare hanno, infatti, nel
corso degli anni, modificato la conformazione delle coste
delle isole e probabilmente ridotto o occultato punti di
approdo più agevoli, soprattutto lungo la costa occidentale
dell' isola di Lipari, oggi caratterizzata da scogliere
impraticabili.
AI piano terreno, nelle sale XVI-XVIII, a sinistra
dell'ingresso, sono state ricostruite tombe dell'età del
Bronzo e dell'età del Ferro scavate nella vicina Milazzo
negli anni '50 e '60, insieme a reperti provenienti da una
necropoli di età greca.
- la Sezione di Vulcanologia introduce alla conoscenza delle
caratteristiche geologiche delle isole Eolie, di origine
vulcanica, attraverso la visione di plastici, carte e
fotografie e l'esposizione di campioni delle rocce
vulcaniche locali.
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