|

© D. Bernardini
|
L'acropoli di Lipari si
innalza dalla piano costiera di Diana e si protende, con
pareti scoscese, nel mare formando due insenature: Marina
Lunga, a Nord, e Marina Corta a Sud. Il suo aspetto attuale
è dato dalle possenti fortificazioni erette dagli Spagnoli
nel XVI secolo inglobando resti di fortificazioni medioevali
e di età greca risalenti, con tutta probabilità, al IV
secolo a.C., al periodo cioè della maggior floridezza della
Lipari greca.
L'acropoli di Lipari si è rivelata, agli scavi effettuati dal 1950 in poi,
come un immenso archivio nel quale sono conservati, in
regolare sovrapposizione stratigrafica, le testimonianze di
tutte le civiltà che si sono succedute nelle isole.
La zona archeologica (nella quale dopo saggi esplorativi
praticati in tutta la superficie del Castello e poi
ricoperti, si sono concentrati gli scavi) si estende a Ovest
della strada principale che porta alla cattedrale ed è
divisa in due parti dalla strada che dà accesso alle chiese
dell'immacolata e dell'Addolorata. Cominciando dall'alto si
osserva una strada rettilinea con direzione Est-Ovest uno
dei cardines della città antica, che incrocia ad angolo
retto un'altra strada diretta da Nord-Sud, che è invece uno
dei decumani.
II cardo invece, in sensibile pendenza verso Est, aveva sul
suo asse un canale di fognatura che raccoglieva, insieme con
le acque piovane, anche gli spurghi delle case fronteggianti
la strada. Di queste non restano che i muri perimetrali
verso la strada stessa, ma si vede però chiaramente la
sovrapposizione in struttura cementizia delle case, dei Il
secolo d.C. Sotto il livello delle case ellenistiche e
romane si estendono gli strati dell'età del Bronzo, con più
ordini di capanne sovrapposte.
Nella grande trincea a Sud, l'Ausonio II (prima età del
Ferro) è rappresentato solo da un breve tratto superstite
dei muro perimetrale di una capanna, di cui è stato trovato
anche all'interno il focolare. Nell'area a Nord, a questo
periodo corrispondono resti di due distinte capanne
sovrapposte. Delle costruzioni di questa età resta poco a
causa delle loro scarse profondità. Ancor minori sono i
resti edilizi riferibili al sottostante strato Ausonio I
(tarda età del Bronzo) 1250-1 150 a.C. che si limitano a
pochi spezzoni di muri rettilinei. Cospicui resti si hanno
invece del villaggio della media età del Bronzo (civiltà dei
Milazzese, 1400-1270 a.C.).
A questa età appartiene un gruppo di capanne ovali assai
ravvicinate fra loro. Si tratta di capanne con muro
perimetrale costruito con pietrame a secco e che dobbiamo
supporre coperte con tetti di frasche e stoppie, forse
rivestite con un impasto di argilla e paglia o alghe marine.
Le capanne della media età del Bronzo si sovrappongono a più
antiche capanne, di identica forma, appartenenti alla prima
età del Bronzo (civiltà di Capo Graziano, 1800-1400 a.C.
circa). Una di queste capanne mostra traccia di una
ricostruzione, avvenuta in età più tarda (forse durante la
media o la tarda età del bronzo).
Le capanne della prima età dei Bronzo si sovrappongono in
almeno due ordini e parecchie di esse mostrano evidenti
tracce di ricostruzioni nello stesso periodo. Il deposito
archeologico scende per altri quattro o cinque metri al di
sotto del suolo delle capanne della prima età del Bronzo.
Esso è stato esplorato con pozzi di saggio, poi ricoperti
nell'interno delle singole capanne e con più ampie trincee
aperte più a Ovest, a fianco della salita alla cattedrale; e
attraverso gli strati eneolitici e neolitici per arrivare a
uno strato di terra gialla sterile, che ricopre la roccia.
La strada di accesso alle chiese dell'immacolata e
dell'Addolorata interrompe la zona archeologica dividendo la
sezione Sud ora descritta dalla sezione Nord molto più
ampia. Anche qui si notano in primo piano, proprio dinanzi
alla balaustra della strada attuale, tratti del muro
frontale delle case di età ellenistica e romana prospicenti
verso il decumano e più oltre un lungo tratto di un altro
cardo della stessa età, anch'esso perpendicolare al decumano
e anch'esso solcato da una fognatura assiale. Resta traccia
delle costruzioni che lo fiancheggiavano verso Nord. In
questa zona settentrionale dello scavo sono molto più
cospicui che nella meridionale i resti dell'Ausonio Il
rappresentato, subito oltre la strada di accesso
all'immacolata, da una grandiosa capanna rettangolare a
spigoli, arrotondati, di cui si riconosce bene quasi tutto
il perimetro e la porta di ingresso sul lato Nord-Est. E
parzialmente ricoperta alla sua estremità Est del decumanus
ellenistico e sotto il suolo l'approfondimento degli scavi
ha messo in luce resti di altre capanne più antiche della
media e della prima età del Bronzo, culture del Milazzese e
di capo Graziano.
Interessante è la struttura di questa grande capanna la cui
ossatura portante era in legname. Restano gli incavi dei
pali nella muratura della parete che aveva una funzione di
solo tamponamento. A Nord della grande capanna e dei suoi
annessi che si sviluppano allo stesso livello sono (sempre
sovrapposte a capanne rotonde più antiche, della i età del
Bronzo) due grandi capanne dell'Ausonio I di cui quella in
primo piano, parzialmente conservata, è di forma
perfettamente circolare e forse coperta a volta come un
trullo, ed è preceduta verso Nord da un andito di ingresso (dromos)
fiancheggiato da un muro rettilineo.
L'altra, dietro ad essa è di forma più ovale, più allungata
(focolare al centro, porta verso nord). Il suo estremo
Sud-Ovest è troncato da una costruzione simile nella forma a
una cisterna che è in realtà un deposito votivo (bothros)
probabilmente di un santuario di Eolo di età greca arcaica (VIV
secolo a.C.).
Si giunge così al secondo cardo ellenistico di cui abbiamo
già parlato. In questo punto è chiarissima a sovrapposizione
di resti di cinque diverse età, Ellenistica, Ausonio li,
Ausonio I, Milazzese e Capo Graziano.
Nella zona a Nord del secondo cardo, fra esso e la ex chiesa
di Santa Caterina, si ha, in primo piano, una interessante
capanna dell'Ausonio I di insolita forma rettangolare (in
parte rientrante sotto la strada moderna) e dopo questa e
sul pendio di fronte, resti molto mutili di capanne della
media e della prima età del bronzo. Il frutto di queste
numerose campagne di scavi eseguiti sull'Acropoli, nelle
stazioni preistoriche scoperte nelle isole minori (Panarea,
Salina, Filicudi, Stromboli) nelle necropoli greche e romane
di Lipari costituisce il Museo Eoliano.
|