|
Una vacanza tranquilla
 |
Filicudi ovvero la più intima, la più riservata, la più naturale
delle isole Eolie. Qui il turismo, nella sua accezione ormai
classica, è concetto quasi sconosciuto, diluito nella
tranquillità e nel silenzio custodito dai piccoli, ameni borghi
(i principali sono Filicudi Porto, Pecorini e Valdichiesa) che
punteggiano l'isola senza |
stravolgerne il disegno
inconsapevole della natura.Si arriva con le imbarcazioni, ci
sono le strade asfaltate, certo, ma gli antichi sentieri e le
originarie mulattiere sono ancora tutte lì, percorse non solo
per diletto dagli escursionisti, ma dagli abitanti che si recano
alle loro case, che prendono delle scorciatoie o, più
semplicemente, che le solcano per abitudine. Qui nulla è mutato
sotto il profilo architettonico, e parlare di urbanistica appare
azzardato se non addirittura ridicolo. Le case sono quelle di
sempre, costruite dove il lavoro necessitava e dove la natura lo
consentiva.
|
Il ritmo della vacanza,
qui, è davvero differente rispetto alla quotidianità che
conosciamo. Non ci sono ingorghi né resse né scioperi a
turbare il nostro periodo di riposo. II silenzio si
insinua fra le rocce, risale i pendii, avvolge le abitazioni, ci
invita alla calma, ci rilassa. Il tempo è una passeggiata,
un'escursione (bellissima quella sul monte Fossa delle
Felci, |
 |
quella che conduce a Zucco Grande e al villaggio preistorico di
Filo Braccio), una cena all'aperto in una piccola trattoria,
dove si preparano da sempre piatti semplici e genuini, lontani
dagli intigoli con la erre moscia, dal gusto improbabile e dal
conto salato. Filicudi è un segreto. Conservatelo, più a lungo
che potrete.
|
|
In barca
 |
Se tutte le coste delle Eolie rivestono particolare fascino e
meritano di essere osservate il più possibile da vicino, il
discorso vale, a maggior ragione, per il tratto nord-occidentale
di Filicudi. La visita in barca procede, dal porto, oltre le
insenature di punta Zotta. Presto compariranno alla vista alcune
casette, ormai abbandonate. Furono edificate dai contadini,
un tempo dediti |
|
all'agricoltura nel
minuscolo pianoro circostante. Oltre gli scogli di Montenassari e il faraglione della Canna
(che raggiunge la ragguardevole altezza di 71 metri), si arriva
alla punta del Perciato. L'effetto erosivo delle onde del mare
ha aperto qui un ampio arco nella roccia. Appena più in là
ecco la |
 |
grotta del Bue Marino,
rinomata non soltanto e non tanto per la sua amenità quanto per
i giochi cromatici provocati dagli effetti di rifrazione. Pecorini a Mare è la tappa successiva: si
tratta di un piccolo borgo abitato da pescatori. Il ritorno al
porto prevede il passaggio da capo Graziano: sarebbero almeno
nove le imbarcazioni inabissatesi nel tempo in questo tratto di
mare.
|